Myphoenixlab | Marco Rimedio Personal Trainer

Programma su base annuale

Periodizzazione

Molti si chiederanno: perché dovrei organizzare un intero anno di lavoro? Tanto i “palestrati” spingono e basta…

Bene, ti do questa notizia: prova a fare come loro e vedrai che ad un primo periodo in cui noterai dei cambiamenti fisici, magari anche notevoli, ne seguirà un altro di grande stallo e un ulteriore addirittura di regressione. Così ti renderai conto che la filosofia del “mangia che ti aiuta a spingere” in realtà è tutta da rivedere.

Ho fatto lo stesso errore anche io, ho provato ad emulare gli altri, soprattutto quelli più “grossi”, ottenendo però scarsissimi risultati. Come abbiamo ampiamente detto, ogni persona ha una sua unicità, anche come risposte muscolari agli stimoli. Non si tratta solamente di serie e ripetizioni (il 3×8 o il 5×5, ecc.) e non si migliora senza prendere in considerazione altri parametri.

Dobbiamo essere sempre affamati di conoscenza e testare su noi stessi le conoscenze acquisite senza paura di sbagliare, in modo da capire come migliorare la volta successiva. L’allenamento non è altro che un insieme di stimoli. Un processo di adattamento fisiologico utilizzato dall’atleta per migliorare le proprie prestazioni sportive.

MyPhoenixLab avrebbe piacere a trasmetterti tutto il suo bagaglio di conoscenze maturate nel tempo, così come i giusti metodi pratici per poter migliorare la tua performance in modo efficace, con un programma strutturato su una base annuale.

In palestra spesso può risultare difficile, se non quasi impossibile, pianificare una programmazione annuale. Questo perché quando un istruttore di sala si trova a seguire decine di persone è costretto a standardizzare le schede di allenamento. In questo caso, mi permetto di difendere la categoria, dato che per i mezzi che si hanno a disposizione e, soprattutto, per questioni di tempo, diventa parecchio difficile individualizzare 30-40 percorsi differenti.

Conoscere e saper programmare un intero anno di lavoro, invece, ci permette di progredire molto più rapidamente rispetto alla semplice alternanza di mesocicli di massa e definizione. La prima cosa da avere ben chiara sin dal primo giorno è l’obiettivo da fissare e valutarne la compatibilità in relazione alle nostre possibilità e ai nostri desideri, ponendoci tutte le domande del caso:

Dobbiamo gareggiare e conosciamo la data?
Vogliamo migliorare nella ricomposizione corporea e perdere grasso?
Vogliamo aumentare la nostra forza?
Vogliamo migliorare la tecnica specifica su alcuni esercizi in particolare?
Dove verrà svolto l’allenamento?
Quanti giorni a settimana abbiamo a disposizione?
Cosa potrebbe ostacolarci durante il nostro percorso?

Capito il perché ci stiamo muovendo, si procede cercando di trovare il come,attraverso un time-setting congruo alle esigenze personali, tenendo conto che bisogna avere ben chiare le idee sugli schemi da attuare nei vari periodi che precedono l’obiettivo prefissato.

Diventa altresì molto importante, inoltre, avere sempre un piano di riserva che possa modificare in corsa il piano di lavoro in caso di imprevisti. Immaginiamo ad esempio il caso di un atleta di alto livello che prepara un piano quadriennale in vista delle olimpiadi durante la sua programmazione incorre in un infortunio; è qui che scatta la variazione sul tema, il famoso “piano B” volto a riprogrammare l’intera periodizzazione finalizzata ad un recupero il più efficace possibile.

Dopodiché, il buon personal trainer è chiamato a individualizzare e contestualizzare il programma in base a chi si trova di fronte:

Attività lavorativa del soggetto: si tratta di un operaio o di uno studente?
Età?
Stato di salute?
Si tratta di un uomo o una donna?
Qual è il livello atletico della persona in questione?
Qual è la sua composizione corporea?
Si tratta di un utente principiante, intermedio o avanzato?

Chiarito tutto questo, vanno inseriti nel protocollo i parametri fondamentali per il nostro percorso: intensità, volume, densità, tonnellaggio, frequenza e recupero.

Successivamente, si considerano i vari step riguardo a percentuali di carico da utilizzare, numero di serie, ripetizioni in base a carico interno e carico esterno, scelta, tecnica ed esecuzione degli esercizi, recupero fra le serie e frequenza delle sedute di allenamento, evitando il più possibile le fasi di stallo, in cui i medesimi stimoli non portano più benefici.

Un protocollo di questo tipo, settato, calibrato e strutturato in base alla funzione, consente di perseguire con più efficacia gli obiettivi desiderati. Ecco perché, nella maggior parte dei casi, un’assenza di programmazione specifica si traduce con un mancato raggiungimento dei risultati.

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